GLOSSARIO

In occasione di precipitazioni intense o abbondanti le acque possono fuoriuscire dalle sponde naturali o superare gli argini provocando un’alluvione, cioè l’allagamento di aree agricole, infrastrutture e abitati con conseguenti danni molto elevati.
Approccio che permette di preparare i cittadini a diversi futuri possibili.
Lo scopo è migliorare i processi decisionali e ridurre gli impatti di particolari tipi di rischio.
È uno dei livelli degli Studi di Futuro, assieme a ‘forecast’ (previsione) e ‘foresight’ (piano degli scenari). Traduce i modelli di forecast e foresight in decisioni strategiche.
Sono opere di difesa trasversali ai torrenti, costruite per la protezione da esondazioni e colate.
Le carte di pericolosità sono lo strumento base per conoscere i pericoli di un territorio e impostare una politica di prevenzione e difesa dai rischi.
La carta di pericolosità idrogeologica individua il pericolo da frane, valanghe, alluvioni e colate presenti sul territorio.
Sono costituite da una miscela di detriti e acqua, che scorre ad alta velocità nelle incisioni dei versanti o nei torrenti a pendenza molto elevata e può deviare dal tracciato del corso d’acqua, aumentando l’area esposta al pericolo.
Questi flussi hanno la capacità di trasportare a valle detriti di grosse dimensioni e possono causare danni ingenti ai centri abitati.
È la Direttiva 2007/60/CE dell’Unione Europea.
Dà indicazioni su tutti gli aspetti della valutazione e gestione del rischio alluvionalein particolare la prevenzione, la protezione e la preparazione, compresi la previsione delle alluvioni e i sistemi di allertamento.

Prevenzione
Interventi “non strutturali” finalizzati alla salvaguardia della popolazione e degli abitati come analisi e pianificazione territoriale, politiche di governo del territorio e uso del suolo.

Protezione
Interventi di tipo “strutturale” realizzati sul territorio: opere di sistemazione idraulica e forestale come briglie e argini, attività di manutenzione dei corsi d’acqua e dei versanti.

Preparazione
Insieme di attività volte alla gestione e preparazione delle emergenze come previsione e allerta, piani di protezione civile e piani di emergenza, comunicazione e informazione ai cittadini. Queste attività sono coordinate dal Sistema della Protezione Civile

Maggiori informazioni sul portale “La difesa dalle alluvioni in Trentino” realizzato dal progetto LIFE FRANCA.

Movimento di roccia, detrito o terra lungo un versante, principalmente sotto l’azione della gravità
Evento, in atto o potenziale, capace di produrre danni anche modesti.
Può essere di origine naturale o indotto dalle attività dell’uomo.
Consiste nelle attività volte a evitare o a ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti ad un evento calamitoso.
Tali attività comprendono sia gli interventi strutturali (tutte le tipologie di opere) che non strutturali, quali le misure di carattere prescrittivo e vincolistico per un corretto uso del territorio (politiche di gestione e pianificazione del territorio), l’allertamento, la pianificazione dell’emergenza, le esercitazioni di protezione civile, la formazione e l’informazione alla popolazione.

Definizione semplificata, vale per tutti i rischi idrogeologici e naturali in generale.
Per la definizione tecnica indicata dalla normativa europea per il solo rischio alluvionale, vai alla voce Direttiva Alluvioni.

Consiste nelle attività di studio e di monitoraggio del territorio e degli eventi naturali.
Tali attività sono dirette all’identificazione, alla classificazione e alla perimetrazione dei pericoli e dei rischi sul territorio, nonché alla determinazione delle cause e degli effetti delle calamità e ove possibile, al preannuncio, al monitoraggio, alla sorveglianza e alla vigilanza in tempo reale degli eventi e dei conseguenti livelli di rischio attesi.

Definizione semplificata, vale per tutti i rischi idrogeologici e naturali in generale.

È la misura degli effetti negativi che un evento pericoloso, naturale o indotto dalle attività dell’uomo, potrebbe determinare su un dato territorio e in un certo periodo di tempo, in termini di danni a persone, edifici, infrastrutture, attività economiche, ambiente e patrimonio storico-culturale.
Il rischio da esondazione di fiumi, torrenti, laghi e da colate di detrito o fango.
È generalmente associato a precipitazioni intense o abbondanti.
Il rischio da frane, colate, valanghe e da esondazione di fiumi, torrenti e laghi.
Comprende il rischio alluvionale ed è generalmente associato a precipitazioni intense o abbondanti, comprende il rischio alluvionale.
È l’insieme delle attività finalizzate alla tutela della pubblica incolumità, rispetto ai danni che possono derivare da eventi alluvionali di fiumi e torrenti.
In Italia è svolto a livello regionale e nazionale da tutte le strutture e gli enti competenti in materia di Protezione Civile.
Comprende le di attività di monitoraggio, previsione, allertamento, controllo, intervento e di gestione emergenza, necessarie a fronteggiare gli eventi di piena lungo i corsi d’acqua di un territorio.
È un concetto statistico per definire la probabilità che un evento si verifichi in un dato anno.
Un evento con tempo di ritorno di 100 anni non significa che si verificherà ogni 100 anni, ma che ha l’1% di probabilità di accadere in un anno.
Il tempo di ritorno è un concetto tecnico che va capito bene, altrimenti si rischia di pensare di avere un periodo di tregua tra un evento e l’altro.
Sono costituite dal moto di ammassi di neve all’interno di canaloni oppure lungo i versanti.
Sono innescate da particolari condizioni climatiche e morfologiche o da fattori esterni, come lo sci fuori pista.
Si distinguono in valanghe a lastroni, valanghe dense granulari e valanghe nubiformi e possono raggiungere velocità di 300 Km/h.